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Bison priscus, fossili e reperti ossei del bisonte delle steppe
Il Bison Priscus, conosciuto come bisonte delle steppe, fu uno dei grandi mammiferi dell’Era Glaciale e uno degli erbivori più rappresentativi del Pleistocene. Visse per centinaia di migliaia di anni nelle vaste steppe fredde dell’Eurasia, dall’Europa occidentale fino alla Siberia e al Nord America, adattandosi a climi rigidi, praterie aperte e ambienti glaciali. I reperti ossei di Bison priscus provengono spesso dal Mare del Nord, area oggi sommersa ma un tempo parte di Doggerland, l’antico paesaggio che collegava la Gran Bretagna all’Europa continentale. Durante il Pleistocene questa regione ospitava una ricca fauna dell’Era Glaciale, composta da mammut lanosi, rinoceronti lanosi, cavalli selvatici, cervi giganti e grandi bovidi. Molti resti recuperati dai fondali del Mare del Nord sono ossa subfossili, conservate nei sedimenti per migliaia di anni e impregnate da minerali ed elementi naturali. La permanenza in fanghi, sabbie e depositi marini dona spesso ai reperti patine scure, tonalità brune, nere, grigie o ocra, rendendo ogni esemplare unico per colore, superficie e conservazione. Il Bison priscus si estinse progressivamente alla fine dell’ultima glaciazione, quando il clima cambiò, le steppe fredde scomparvero e molti grandi mammiferi pleistocenici furono sostituiti da nuove specie più adatte agli ambienti moderni. I fossili e reperti ossei di Bison priscus sono oggi molto ricercati nel collezionismo paleontologico e nelle collezioni di storia naturale. Sono testimonianze autentiche dell’antica fauna europea, ideali per collezionisti, gallerie naturalistiche, studi privati e moderne camere delle meraviglie, dove scienza, estetica e memoria della Terra convivono in un unico oggetto da collezione.
