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Ocean Jasper – Il diaspro oceanico orbiculare del Madagascar
L’Ocean Jasper è uno di quei minerali nati per stupire e con una storia da raccontare. Arriva soltanto da un piccolo tratto remoto della costa nord-occidentale del Madagascar, vicino al villaggio di Marovato, dove il mare incontra antichi basalti vulcanici. Qui, all’inizio degli anni 2000, fu riportato alla luce un giacimento particolare: un flusso di cenere di riolite silicizzata che, nel corso di milioni di anni, aveva dato forma a un diaspro orbiculare così insolito da non assomigliare a nulla di conosciuto. La sua origine rimane ancora in parte misteriosa; perfino Alfred Lacroix, nel suo celebre Minéralogie de Madagascar del 1922, menzionò il calcedonio dell’area senza intuire la presenza di questo tesoro orbicolare. L’Ocean Jasper si faceva trovare soltanto con la bassa marea, quando la scogliera lasciava intravedere piccole finestre di roccia colorata. Non ci sono strade per raggiungere il sito: i blocchi venivano trasportati in barca. Uno scavo fu aperto lungo la costa, e lo scavo arrivò fino a circa quaranta metri dentro la collina, fino al crollo definitivo del 2006, che decretò la fine dell’unica grande fonte di questo materiale. Da allora, ciò che esiste è ciò che è già stato estratto: non sono stati scoperti nuovi giacimenti degni di nota. La partitura scientifica dell’Ocean Jasper fu studiata dal Dr. Werner Lieber, che lo definì un calcedonio sferulitico. Gli orbs, infatti, sono sferuliti: corpi sferici generati da una crescita radiale dei cristalli di silice, simili a piccole ruote che espandono i propri raggi verso l’esterno. Quando li osserviamo in sezione, diventano bersagli, fiori, stelle, ventagli; piccoli universi tagliati a metà che rivelano la loro geometria interna. A Marovato sono state identificate otto vene, ciascuna con il proprio carattere. La prima, la più grande, mostrava tonalità verdi, rosa e bianche, con orbicolature morbide e diffuse, quasi acquerellate. La seconda, più breve e più variabile, aggiungeva rossi, gialli e bordi più netti, talvolta con splendidi occhi di toro. La terza, molto piccola e più profonda, offriva tonalità rosa-verde con orbicolature nitide e qualche bordo giallo deciso. Le altre vene, discontinue e ricche di cavità, presentavano un mosaico di silice, ossidi e argille che si alternavano come se la roccia avesse voluto improvvisare una propria scenografia. La zona costiera di Kabamby, è un luogo geologico unico: basalti neri erosi dal mare, fratture riempite da fluidi idrotermali, intrusioni silicee nelle cavità vulcaniche e lunghissimi cicli di ossidazione che hanno dipinto il materiale di verdi profondi, rosa lattiginosi, gialli intensi e aranci ferrosi. L’Ocean Jasper è il risultato di tutto questo, un archivio minerale in cui il Madagascar ha lasciato impressi i suoi movimenti, le sue acque e il suo passato vulcanico. È un diaspro che non esiste altrove ed ha il carattere di chi sa che al mondo ce n’è uno solo.